Home            Chi Siamo             Links             Cerca             Contattaci



di Mario Salomone
direttore del mensile “.eco”
Il 7 luglio scorso con un convegno dedicato al programma di solarizzazione della carceri italiane è stato inaugurato l’impianto solare termico di Rebibbia. Ma anche il Lorusso e Cotugno, casa circondariale di Torino, ha i suoi bravi 500 metri quadri di pannelli. E vari stadi di avanzamento, il programma nazionale di solarizzazione degli istituti penitenziari procede anche in altre regioni italiane, per un totale di una quindicina di carceri coinvolte.
Come spiegano i curatori del progetto, il programma ha una triplice valenza: “si persegue infatti il miglioramento della qualità dell’ambiente con una riduzione dell’impiego di combustibili fossili, il risparmio energetico ed economico al fine della produzione di calore nelle strutture selezionate, e la riabilitazione dei detenuti attraverso la formazione in termini professionali finalizzata al loro reinserimento nella realtà sociale.”
Qualcosa, insomma, si muove anche nelle affollatissime carceri del nostro paese, tanto che qualche mese fa il premio 2009 APE, o Acquisti Pubblici Ecologici (detti anche, in inglese, Green public procurements) per il miglior progetto sostenibile è andato, nella categoria Pubblica amministrazione, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia “per aver saputo coniugare in modo efficace innovazione tecnica, promozione delle fonti rinnovabili, risparmio energetico e formazione dei detenuti in un progetto di elevata innovazione ambientale e grande valore sociale.”
Il programma, che prevede 5.000 metri quadri di pannelli solari termici, finanziati dai risparmi ottenuti sulla bolletta elettrica, nasce da un protocollo di intesa del novembre 2001 tra il ministero di via Arenula e il Ministero dell’Ambiente e dal febbraio 2002 è attivo presso l'Amministrazione penitenziaria il Gruppo di studio per l'utilizzazione delle energie alternative con funzioni di analisi e monitoraggio delle tecniche e delle normative che rendano possibile l'impiego delle energie alternative per soddisfare il fabbisogno negli edifici penitenziari. Gruppo di studio che ha prodotto, tra l’altro, la circolare del 5 luglio 2007 ai Provveditori regionali intitolata “Direttive in materia di risparmio energetico”. La circolare illustra le tecnologie utilizzabili: solare termico e solare, biomasse, gestione integrata dei rifiuti solidi urbani (che “apre la strada a diverse opportunità di nuovi scenari con ricaduta sociale, lavorativa, energetica, economica e ambientale”), cogenerazione.
In allegato alla circolare, anche uno schema semplificato dei principali interventi da eseguire sulle strutture già esistenti che possono conseguire benefici effetti sotto il profilo del risparmio energetico e della riduzione di consumi: interventi sui sistemi di distribuzione del calore, sui sistemi di riscaldamento, sull’illuminazione, sul rifasa mento degli impianti elettrici, sul risparmio idrico, sulle caratteristiche stesse degli edifici.
La circolare invita i provveditori e svolgere un’analisi tecnico-finanziaria degli interventi e a fare proposte.
La nota dolente è che “non vi sono risorse aggiuntive del bilancio del Ministero della Giustizia specificatamente dedicate agli interventi di cui trattasi”. Di conseguenze, i provveditori dovranno verificare “la possibilità di ottenere finanziamenti da parte degli Enti Territoriali e da privati”. Il sacrosanto obiettivo di tutelare l’ambiente e di creare, come dice sempre la circolare, “nuovi posti di lavoro per i detenuti” e “attività formative per i medesimi in un campo di innegabile sviluppo” si scontra con la scarsità di mezzi. E l’amministrazione penitenziaria deve darsi… al “fund raising”.

(3 – continua)

Il carcere può essere sostenibile? 1

Il carcere può essere sostenibile? 2

Share/Save/Bookmark
 

Numero dei detenuti presenti su 43084

61.481 detenuti
il 7/2/2014


Osservatorio sulla contenzione
a cura di Grazia Serra

  
   

   
    a cura di Francesco Gentiloni

" Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri"
Voltaire

 


Relizzazione tecnica: Emiliano Nieri
Progetto grafico: Enrico Calcagno, Daniele Funaro - AC&P - Aurelio Candido e Partners
Powered by Joomla!